“In un mondo che non ci vuole più, in un mondo che prigioniero è   ………..nuove sensazioni, giovani emozioni si esprimono  purissime in me  ….. la verità si offre nuda a noi  ……”

Questo cantava Lucio Battisti ne  il mio canto libero  ed  ora , terminata la fase  IO RESTO A CASA, siamo entrati in una  fase 2, ancora tutta da definire e più difficile da applicare perché si costruisce e si costruirà in funzione soprattutto dei nostri comportamenti responsabili o meno. Infatti, nella speranza o meglio nella fiducia che il peggio sia passato, ripenso a quanto ho sottovalutato la libertà di organizzare il mio tempo e di quanto mi siano  mancati  i piccoli obblighi, gli spostamenti e le  tante altre inezie  di una scontata quotidianità  che, una volta riacquistate, spero di aver imparato ad apprezzare ma soprattutto a regolare .

Molti hanno condiviso quello che stavano provando sui social , altri hanno tenuto un diario, sono comparse vignette, tanti video amatoriali,  in certi casi  sempre gli stessi riproposti su diversi gruppi whatsapp – musica , video di tutoraggio, tante, troppe fake news dalle quali non tutti sapevano difendersi e un mare di notizie spesso discordanti sul Covid .

Se questa è la realtà che le tecnologie ci hanno regalato,  questa  situazione limite  come l’ho vissuta :

  • I miei pensieri sono stati di preoccupazione rispetto al futuro mio e dei miei cari? Di quale tipo.
  • Quale è il sentimento o l’emozione data da questo isolamento : emozioni non salutari come ansia, tristezza, irritabilità o sono riuscito a controllarle?  .
  • Il mio corpo come ha reagito?  (mal di testa , dolori di stomaco, ossa etc  pressione , digestione )
  • Quale è stato il mio stile alimentare?
  • Sono riuscita/o a concentrarmi: ho imparato a fare qualcosa di nuovo?
  • Ho avuto difficoltà nel dormire ? Ho sognato?: spie molto importanti
  • Mi è pesata la convivenza / la solitudine?
  • Le tecnologie mi hanno aiutato? Mi sono immerso o  invece  ho  scelto di staccare la spina?
  • Mi sentivo vicino a chi soffre?

Allora , come ci hanno consigliato di fare con il corpo , prima di riprendere la via della normalità, penso sia importante mettere un po’ d’ordine  nei nostri pensieri  e cercare  anche di  esercitare   la mente sfruttando la plasticità del nostro cervello, quella flessibilità  che ci consente di attivare determinate aree cerebrali  e di percepire l’impatto che i pensieri, i pregiudizi e  le emozioni negative hanno sulla nostra vita e  su quella di chi ci sta vicino.

Quindi, in attesa di vederci e di inquadrare meglio con l’aiuto delle neuro scienze  questa complessità sbalorditiva che sono quei  miliardi di connessioni che ci rendono unici, cerchiamo  semplicemente di dirigere noi la nostra attenzione senza servirci di  quel pilota automatico che ci porta dove vuole ma scegliendo con l’aiuto dell’ intenzione  dove vogliamo andare, passo dopo passo , con pazienza come in montagna, imparando dalle  piccole cose e quindi :

  • Le azioni di sempre fatte in modo non automatico ma portando l’attenzione a quello che sto facendo.  Se mangio non mi limito a mettere un boccone dopo l’altro  in bocca ma attraverso i sensi sperimento quello che sto mangiando con il gusto , l’odorato ;  posso imparare a percepire il contatto dei vestiti, a camminare  osservandomi …..
  • Ogni stato d’animo ha il suo respiro. Respirare in modo consapevole Respirare in modo consapevole Respirare in modo consapevole Respirare in modo consapevole: portare l’attenzione sul respiro con l’espiro doppio dell’ inspiro , cercando di portare il respiro fino all ‘addome per rilasciarlo lentamente , calmando così il sistema ortosimpatico dell’allarme, dell’ansia e della paura per attivare  il parasimpatico che ci tranquillizza . Anche leggere ad alta voce può regolare il respiro.
  • Rispondere invece che reagire : prendere tempo cercando di allargare la prospettiva e vedere le ragioni dell’ altra persona senza farci  catturare dall’emozione   …….. il proverbio diceva conta fino a 10 e poi rispondi . Prima respira e poi rispondi
  • I l silenzio ha molto da dire e quindi osserviamoci : se un evento, una situazione , una persona sono associati al formarsi di uno stato piacevole o spiacevole
  • La gentilezza può diventare un modo di essere: verso me stesso e verso gli altri, con un sorriso, un grazie , una parola

Fatto punto fermo del grande rispetto e gratitudine per tutti quelli che hanno lavorato per noi, nella transizione della fase 2, che avrà un impatto non solo nella quotidianità ma anche nel nostro modo di essere ( mi attengo alle regole per fiducia / rispetto  o  per ansia/ paura ?  o che mi importa  faccio quel che mi pare ), lascio le conclusioni a queste bellissime parole di Borges:.

“Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento: quello in cui l’Uomo sa per sempre chi è

Alessandra Chiesa

Articolo scritto dalla
DOTT.SSA ALESSANDRA CHIESA


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